Paolia frazione di Lazzaro

Forno costruito nel 1960 a Paolia



Forno realizzato nell'anno 1960, da Vincenzo Crea detto "U Mulinaru", costruito artigianalmente con mattoni refrattari e argilla. Detto forno è corredato di rastrello per raccogliere la brace, di pala per infornare e sfornare il pane e di scovolo "u scupulu o scrupulu" realizzato da un bastone con degli stracci legati all'estremità, necessario per togliere la cenere dal forno e bagnato nell'acqua per abbassare la temperatura interna. Gli ultimi due famosi per il detto "scupulu 'ngiuria a pala": lo scovolo sempre annerito dice alla pala che è sporca. La bocca del forno viene chiusa da un portello di legno e lamiera detto "praca".
Il manufatto è sito a margine della fiumara di San Vincenzo in una casetta vicino le abitazioni di Paolia primo, ed è di proprietà dei coniugi Romano Giuseppe e Benedetto Angela.
Il forno serviva, ogni dieci giorni circa, per la cottura del pane fresco e  ricotto necessario per il sostentamento della famiglia. Si usava anche per la cottura dei dolci pasquali i "cudduraci" e  natalizi i "petrali".
Carmelo Romano.



 
Foto di Carmelo Romano





Paolia ieri e oggi


Paolia 1975 circa



Prima foto: piantagioni di bergamotto, più lontano piantagioni di limoni (tenuta San Vincenzo), visibile appena la chiesa di San Vincenzo, Paolia secondo e le colline di regali.

Seconda e terza foto Paolia prima. Nella terza la prima casa a destra, era la sede della scuola elementare, poi trasferita a Sant'Elia.

Quarta foto tenuta di San Vincenzo, limoneto, scorcio della chiesa e dei pollai.


Paolia 2012




Contrada Paolia prima (le baracche). Terza e quarta foto la casa da "mara za Santa Benedetto" con nidi di api molto docili sotto le tegole: noi da bambini con un legnetto bucavamo le cellette costruite con la terra dalle api e mangiavamo  il miele (anche un po' di terra). Quinta foto Paolia seconda.
Carmelo Romano




Paolia 2014


 


Chiesa di San Vincenzo e Paolia Primo viste da Paolia Secondo




Foto fornite da Carmelo Romano