Saverio Verduci

Un appello nel nome della storia: "Campagna di Russia"




UN APPELLO…NEL NOME DELLA STORIA

 

Un appello…nel nome di una storia! Una storia che sembra lontana, distante forse “mentalmente” da noi ma che invece è più vicina di quanto potrebbe sembrare! Distante geograficamente si! ma non certo distante culturalmente e materialmente purtroppo, figlia di un grande e immenso dramma vissuto dall’Europa, dall’Italia, dalla Calabria, e ahimè da Lazzaro e da alcuni suoi figli che in un atto scellerato di guerra, hanno tristemente vissuto la disperazione della loro umanità e del loro essere giovani speranzosi in un domani, stroncato prematuramente dal gelo polare della steppa russa sulle rive del Don.

La Campagna di Russia, atto drammatico della Seconda Guerra Mondiale, rappresentò la devastazione più grande dell’Europa del ventesimo secolo; uno dei drammi ai quali ancora si devono delle risposte, uno dei drammi che ha reso tanti giovani militari “fantasmi per sempre” sepolti dal ghiaccio nella nuda terra.

Attualmente, grazie ad una serie di accordi e ricerche intercorsi proprio tra l’Italia e l’Ex-Urss, numerosi sono stati i resti di soldati italiani dispersi durante la Campagna di Russia sulle rive del Don e oggi individuati e rientrati in Italia per dar loro degna sepoltura.

Lazzaro e il Comune di Motta San Giovanni hanno pagato il loro prezzo: tanti figli non hanno fatto più fatto ritorno nella loro terra strappati per sempre ai loro affetti dal triste destino; tante madri hanno atteso invano “un giorno mai arrivato”, un’alba mai “spuntata”, tanti parenti, tanti familiari si pongono ancora oggi, dopo 75 anni, alcuni interrogativi ai quali nessuno potrà mai dare una risposta!

 

Amici e concittadini, mi rivolgo a voi! Vi chiedo la vostra collaborazione! Ho intenzione di avviare uno studio e una ricerca storica nella speranza di riuscire a rintracciare il maggior numero di notizie possibili relativamente alla triste sorte toccata a tanti nostri compaesani mandati in Russia a combattere durante bla Seconda Guerra Mondiale (periodo 1941-1943)!

Se avete notizie, atti, documenti ministeriali o semplici informazioni, semplici racconti o anche i “sentito dire” potrebbero essere utili per iniziare a ricostruire una contestualizzazione storica locale in modo da avere un quadro più chiaro e unitario della situazione del nostro Comune.

 

Chiunque vorrà collaborare lo potrà fare! Potrà se lo vorrà, portare l’eventuale documentazione presso l’ASSOCIAZIONE EUREKA-BIBLIOTECA AUXESIA di Lazzaro in Via Stazione n.5 nei giorni di MARTEDI dalle h.17.00 alle h.18.00 e di SABATO dalle h.15.00 alle h.16.00.

 

Vi ringrazio anticipatamente e confido nella grande sensibilità e nel nostro senso di appartenenza e collettività.

 

 PS: Tutta la documentazione verrà fotocopiata, sezionata e comunque restituita ai proprietari.

 

                                                                                                                                            Prof. Saverio Verduci


 

Motta dall'antico alla metà del XX Secolo

IL TERRITORIO DELLA MOTTA SAN GIOVANNI: DALL’ANTICO ALLA META’ DEL VENTESIMO SECOLO. PER UN BREVE PROFILO STORICO




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Massoneria, massoni e frammassoni nella Motta del 1820



Studio di Saverio Verduci storico e ricercatore clicca per leggere 


Dal Leucopetra promontorium all’haghios nikitas: insediamento di un territorio in riva allo stretto



Il territorio comunale di Motta San Giovanni è situato nella prima parte meridionale della provincia di Reggio Calabria subito a sud della omonima città e costituisce oggi la porta di accesso alla Calabria Greca cioè quell’area a sud della città di Reggio dove ancora sopravvive l’antica lingua greco-calabra...continua    Prof. Saverio Verduci

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Edward Lear tra Motta San Giovanni e la Bovesia



Un viaggio fortemente voluto, assiduamente desiderato, finalizzato alla scoperta autentica dei luoghi che si reca a visitare: questa la sintesi del viaggio intrapreso da Edward Lear nel 1847. Egli afferma semplicemente che “non si può conoscere la provincia di Reggio Calabria semplicemente spostandosi in carrozza fra Napoli e Reggio”; vuole percorrere le mulattiere, godere della vista mozzafiato dei panorami, transitare quei sentieri già noti ai Greci di Reggio e Locri, affidandosi a delle guide locali. (...)

“Nessun'altra provincia del Regno di Napoli offre tale interesse promettente o ispira tanto prima di avervi messo piede. "Calabria!", appena il nome è pronunziato, un mondo nuovo si presenta alla nostra mente, torrenti, fortezze, tutta la prodigalità dello scenario di montagna, cave, briganti e cappelli a punta, la signora Radcliffe e Salvator Rosa, costumi e caratteri, orrori e magnificenze senza fine!”(...)

“La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca.” (...)

Lear è mosso dallo spirito inquieto di chi desidera ardentemente scoprire quelle voci e quelle visioni che popolano, come scriveva un altro grande letterato, Giovanni Pascoli, questa zona, per millenni crocevia fra Oriente e Occidente nel cuore del Mediterraneo e oggi, purtroppo, periferica, non soltanto per motivazioni geografiche o economiche.
Non ci vuole molto per rendersi conto che oggigiorno i Reggini dovrebbero recuperare un po' di quello spirito inquieto e conoscitivo nei confronti delle proprie radici, lo stesso spirito inquieto e conoscitivo che ha animato il percorso a piedi di Edward Lear. Ecco a cosa mirano pubblicazioni metodiche e meritevoli come il presente volume di Rita Mazzitelli e Saverio Verduci: a ridestare l'anima dei posteri.
Perché il Risorgimento culturale di questa terra dovrà passare necessariamente dalla riscoperta e dalla valorizzazione della sua identità. Senza tale condizione imprescindibile, il futuro non sarà mai roseo.

                                 DALLA  PREFAZIONE DI NATALE ZAPPALÀ